Il via libera europeo al Decreto Fer X: nuovi orizzonti per le rinnovabili e il ruolo chiave dell’idroelettrico

L’approvazione del Decreto Fer X da parte della Commissione Europea rappresenta un passaggio decisivo per l’evoluzione del mercato energetico italiano e per l’accelerazione della transizione rinnovabile.

Il nuovo schema, ora pienamente chiarito nei suoi contorni, prevede un contingente complessivo di 37,15 GW. Di questi, 27,15 GW saranno assegnati tramite aste per impianti sopra 1 MW, così ripartiti: circa 16,5 GW eolico, 10 GW fotovoltaico utility scale, 630 MW idroelettrico e una quota residuale per altre tecnologie.

Ulteriori 10 GW saranno destinati agli impianti fino a 1 MW, con accesso diretto al meccanismo di supporto una volta entrati in esercizio.

Un elemento chiave emerso con la decisione della Commissione Europea riguarda proprio il fotovoltaico di grande taglia: almeno 15 GW saranno invece allocati al futuro Fer Z, che sarà dedicato specificamente a questa tecnologia e utilizzerà un diverso schema di contrattualizzazione basato su profili di produzione.

Si delinea quindi una distinzione sempre più netta tra i due strumenti:

Fer X, focalizzato su aste competitive e tecnologia mista
Fer Z, pensato per gestire in modo più mirato il fotovoltaico utility scale

In questo scenario, il comparto idroelettrico mantiene un ruolo strategico e insostituibile: non solo per la capacità installata, ma soprattutto per la sua funzione di flessibilità, regolazione e sicurezza del sistema elettrico, elementi sempre più centrali in un sistema dominato da fonti non programmabili.

La tabella di marcia istituzionale resta serrata: l’obiettivo condiviso con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il GSE è quello di arrivare alla prima asta già entro fine anno, con una progressiva implementazione del nuovo schema nei mesi successivi.

Come Federidroelettrica, accogliamo con favore questo quadro regolatorio più definito. È il momento per l’intera filiera di accelerare la pianificazione degli investimenti e prepararsi a un mercato sempre più competitivo e strutturato.

Continueremo a monitorare i tavoli tecnici e a supportare i nostri associati, affinché possano cogliere pienamente le opportunità offerte da questo nuovo assetto industriale.

Il raggiungimento degli obiettivi climatici europei passa anche, e soprattutto, dalla valorizzazione del patrimonio idroelettrico esistente e dal suo ruolo di equilibrio nel sistema energetico del futuro.

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